Percorsi Sindonici

Dal XV secolo, la Sindone di Torino ha seguito le vicende della dinastia Savoia. Oggi custodita nel Duomo di Torino, non è visibile al pubblico e viene mostrata solo in occasione delle ostensioni pubbliche. Il Museo della Sindone, nella cripta della Chiesa del SS. Sudario offre una panoramica degli studi e delle ricerche che hanno portato alla stupefacente immagine tridimensionale del volto dell’Uomo della Sindone. 

 

Percorsi Sindonici nelle Valli di Lanzo

Oltre 90 km di sentieri per 4 percorsi escursionistici e storico-culturali: i Percorsi Sindonici nelle Valli di Lanzo ripercorrono le tappe del trasferimento della Sindone da Chambéry a Torino, voluto da Emanuele Filiberto per mettere in salvo nella nuova capitale la più preziosa reliquia dinastica e facilitare all'arcivescovo di Milano Carlo Borromeo il pellegrinaggio di ringraziamento dopo la terribile pestilenza che aveva colpito la sua città nel 1576-77.

 

In Val d’Ala, Valle del Malone e Cirianese, e Valle di Viù e Richiaglio, il passaggio della Sindone è ricordato da affreschi, dipinti e costruzioni, espressioni d’arte e devozione che segnano le due direttrici di collegamento tra Alta Moriana (valle della Savoia), le Valli di Lanzo e Torino: il primo tratto tocca la Val d’Ala, Colle Arnas, Balme, Voragno, Lanzo, Germagnano, Ciriè e Nole; il secondo incrocia la Valle di Viù, Colle Autaret, Usseglio, Fucine, Richiaglio, Biolaj, Colle Poertia, Grange Brione e il castello di Lucento per arrivare a Torino, dove nel 1578 la reliquia venne accolta in una cappella vicina alle Porte Palatine e il Bastione Verde (oggi lo si vede dai Giardini Reali). E per chi si mette in marcia c’è anche il kit del pellegrino, completo di credenziali sul quale far apporre i timbri del tratto percorso.

 

Per esplorare le Valli di Lanzo dalla prospettiva della religiosità la rete si allarga nel Sentiero delle apparizioni mariane, da Chiaves al Santuario di Marsaglia, il Sentiero dei Frati e quello dei Pellegrini.

Tra antiche miniere di ferro e di talco oggi trasformate in ecomusei, laghi, ville Liberty e pacifici borghi, le Valli di Lanzo hanno preservato intatta la biodiversità di un ambiente che oggi offre innumerevoli possibilità di svago e attività all’aperto. L’ampia e pianeggiante Val Grande è perfetta per trekking, mountain bike, ma anche canoa, kayak e parapendio. Meta di villeggiatura mondana sin dalla fine dell’Ottocento, Balme è il più alto comune delle Valli e storica culla dell'alpinismo piemontese e italiano, come racconta l’Ecomuseo delle Guide Alpine A. Castagneri. In Val d’Ala, i ripidi versanti sono meta ambita per l’arrampicata. Qui, dal verdissimo pianoro di oltre due chilometri del Pian della Mussa (1.752 metri) si parte per escursioni di sci alpinismo fino alla Ciamarella (3.676 metri), la Bessanese (3.601 metri) e alcune vie di ghiaccio sulla Dentina e le Rocce Pareis. E dall'acqua di sorgente filtrata a 1.500 metri oggi nascono persino delle birre biologiche. Ampi spazi, ottimi per camminate ed escursioni, si aprono anche in Val di Viù, dalla conca di Lemie alla piana di Usseglio. Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, il piccolo borgo di Usseglio è immerso in un paesaggio di boschi e cime alpine a 1.200 metri di altitudine. Ciaspole e sci alpinismo dominano in inverno, e la bella stagione richiama gli appassionati di escursionismo, alpinismo, cicloturismo e arrampicata. In frazione Malciaussìa, il magnifico paesaggio si specchia nel bel lago artificiale a 1.805 metri di quota.