Quella del Piemonte e del cioccolato è una storia fatta da generazioni di maestri cioccolatieri e di irresistibili bontà, da gustare in pasticcerie e caffè storici di Torino e in tutta la regione.

Materia prima di qualità e grande inventiva hanno fatto di Torino la capitale europea della lavorazione del cioccolato sin dalla seconda metà del ‘600, quando il cacao arriva in Piemonte con il duca Emanuele Filiberto di Savoia, al tempo al servizio di Carlo V di Spagna, primo regno ad introdurre in Europa il “cibo degli dei” dal centro America. Si narra che proprio il duca abbia voluto simbolicamente servire una fumante tazza di cioccolata alla città per celebrare il trasferimento della capitale da Chambery a Torino. Dal 1678, quando la bevanda di corte diventa privilegio diffuso in vendita al pubblico, l'arte della cioccolateria torinese conquista cuori e palato in forma solida e liquida: dalle tavolette vendute “in taglio” nelle botteghe a specialità come il cremino, o Torinese (tre strati di cioccolato, uno interno di pasta di cioccolato alla nocciola e i due esterni di crema gianduja), i ripieni Alpino, Favorito e Preferito, oltre a praline, tartufi e cri-cri, tonde delizie con cuore di nocciola, ricoperte di cioccolato e minutissime sfere di zucchero.
L’incontro di cacao e nocciola “tonda e gentile delle Langhe” regala il Gianduiotto, il celeberrimo spicchio a barchetta rovesciata a base di pasta gianduja e primo cioccolatino venduto avvolto in carta d’oro o d’argento. Nato nel periodo di Carnevale nel 1865, prende il nome dall’omonima, rubiconda maschera simbolo di Torino.

Nelle caffetterie di alcune Residenze Reali e in molti locali è gradevole attardarsi per una pausa sontuosa con la Merenda Reale, sorseggiando fumante cioccolata in tazza, nella quale intingere deliziosi baci di dama con cioccolato e farina di nocciole, fragranti diablottini (pastiglie di cioccolata) e bignole, piccoli capolavori di pasticceria  da gustare in un sol boccone.

In tutto il Piemonte è festa con il Bonet, il ricco e soffice budino al cucchiaio fatto con cacao, amaretti e rum, e, se siete a Cuneo, fate provviste di ottimi Cuneesi al Rum, i cioccolatini con due cialde di meringa che racchiudono una crema pasticcera al cioccolato fondente e rum, il tutto rivestito da uno strato di cioccolato fondente.