Via dei Santi: Tappa 3 Tigliole Fraz. San Carlo - Cortandone

Zona
Asti
Partenza
Tigliole
Arrivo
Cortandone
Distanza in Km
21 km
Dislivello discesa
28 m
Tempo di percorrenza
6 ore
Quota arrivo
187 m
Quota partenza
215 m
difficolta percorso escursionismo
Turistico
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Itinerario registrato Regione Piemonte (L.R. n.12/2010)
Descrizione del percorso

Dalla frazione di San Carlo proseguiamo discendendo la collina e attraversando l’abitato, sino ad arrivare alla stazione ferroviaria di Baldichieri, importante nodo di interscambio, insieme alla stazione ferroviaria di Villafranca d’Asti. Proseguiamo dunque, attraversando la SR10, per arrivare al centro del paese di Baldichieri. Esso era un avamposto militare romano, di cui si hanno alcune notizie risalenti al I secolo d.C. Le notizie successive risalgono già al 969 d.C.. Dapprima di proprietà del Vescovo di Asti, distrutto poi dalle truppe francesi nel 1553, passa poi ai Savoia nel 1575 e concesso quindi in feudo nel 1619. Tra gli edifici di interesse storico, possiamo citare il settecentesco palazzo comunale, recentemente restaurato in alcune sue parti, la parrocchiale di San Secondo e il corpo residuale del castello, probabilmente una sua fortificazione, oggi recuperato e adibito a mostre temporanee ed affiancato da un piccolo ristorante che offre una splendida vista sulla vallata sottostante. Usciamo dal concentrico di Baldichieri, lungo viale Benedetto Croce e proseguiamo verso Cascina Mandoletta da cui riprendiamo il percorso della GreenWay, attraversando quindi ampie aree boscate. Il percorso prosegue sul crinale sino a che non scendiamo a valle in corrispondenza di frazione Salesina, da cui continuiamo verso nord, in direzione Cortandone, sempre attraversando aree a vocazione prettamente boschiva, alternando tratti in vallata e sul crinale delle colline. Arriviamo quindi al termine della terza tappa, corrispondente con il centro del paese di Cortandone. Il paese è stato storicamente al centro di numerose lotte tra famiglie per accaparrarsi la proprietà del territorio. Dopo numerosi passaggi di proprietà e discussioni che spesso sfociavano in aggressioni e atti di violenza, si giunge al 1619 dove, sotto il benestare della corte sabauda, vi saranno tre consignori, appartenenti alla famiglia Broglia, Facello e Pelletta. In seguito alla vendita dei titoli e dei territori dei Broglia ai Facello, nel 1654, le famiglie risulteranno essere solo due per oltre un secolo, quando poi passerà direttamente sotto il governo sabaudo. Importanti testimonianze risultano essere la chiesa di Sant’Antonio, la chiesa di San Salvatore ed i numerosi piloni votivi sparsi nel territorio.