Castagnito - Oratorio del Santo Spirito

Zona
Cuneo
Partenza
Castagnito
Arrivo
Castagnito
Distanza in Km
20 km
Ascesa totale
300
Periodo consigliato
Primavera, autunno
Difficoltà
Facile
Bici adatte al percorso
Mountain bike
Percorso
Asfalto
Sterrato
Tipologia
Circuito chiuso
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gpx
Descrizione del percorso

Il punto di partenza è l’oratorio del Santo Spirito a Castagnito, dove la narrazione proposta ci illumina sulle attività delle confraternite del XVIII secolo, e soprattutto sul ruolo che in quel contesto ebbero le donne. La bicicletta ci consente di avere una visione d’insieme di tutti gli ambienti del Roero, dai paesi arroccati sui rilievi, come Magliano Alfieri, ai vigneti lungo le dorsali, ai frutteti, fino al fondovalle, sede di antichi mulini alimentati dal rio Sorso. Il percorso è abbastanza breve da consentire anche la visita ai due musei allestiti nel castello di Magliano, dove Vittorio Alfieri trascorse gli anni della prima infanzia. Poche e brevi le salite vere: l’itinerario è adatto anche a chi non è molto allenato.

IL PERCORSO

Pedaliamo in scioltezza nella prima parte dell’itinerario, tenendoci alti sui “bric”, morbide dorsali panoramiche, coltivate a vigneto. Dallo sterrato in cima al Bric Granera, vediamo Castellinaldo, che deve il suo nome proprio al castello degli Ajnaldi, signori del paese nel XII secolo. Nato con funzioni difensive, fu poi trasformato in dimora signorile, ma conserva una certa severità nell’aspetto. Più elegante e articolato è invece il barocco castello degli Alfieri a Magliano, a cui giungiamo con una salita pedalabile.

  • Possiamo scegliere se dedicarci ai piaceri della tavola nel ristorante che vi ha sede, oppure nutrire la mente con la visita ai due musei: ci apriranno gli occhi sul paesaggio rurale e sulla conservazione della memoria della civiltà contadina. Vale comunque la pena, in ogni caso, affacciarci nel vasto androne dell’ingresso per il panorama sulla valle del Tanaro e le Langhe, dove svetta la torre di Barbaresco.

Affrontiamo con calma e senza fretta la discesa su sterrato verso il fondovalle. Ha dell’incredibile che lungo la “via dei mulini” non arrivi nemmeno l’eco del traffico che scorre sulla parallela direttrice della SS 231, che collega Asti ad Alba. Pedaliamo in scioltezza, ora su strada campestre ma asfaltata, tra campi di grano, noccioleti e pioppeti. Un primo mulino lo troviamo già alla fine della discesa: è quello di Magliano, il settecentesco mulino Gallo, di proprietà dei conti Alfieri, poi dei Visconti. Il secondo mulino è il Lavandaro, costruito dai conti Roero nel XVII secolo ai piedi di Guarene. Il rio Sorso aziona ancora oggi la sua ruota di legno, ed è stato attivo fino agli anni ‘50.

Ora non resta che affrontare la risalita verso Castagnito, ma è su asfalto ed è breve. Dalla borgata di Castelrotto possiamo tornare a contemplare le vigne con piacevoli saliscendi. Transitiamo dalle cascine di Madernassa, frazione di Vezza d’Alba, il luogo natale di uno dei suoi prodotti più prestigiosi, la pera Madernassa. Ce lo ricorda una tabella, sul luogo dove nacque il pero capostipite.

Un ultimo tratto di sterrato e una salita ci riportano a Castagnito. Posiamo la bici e, a piedi, saliamo alla Confraternita del Santo Spirito, per la visita e per una sosta nel silenzio e nella penombra in quella che fu la sede dei Battuti Bianchi e della Compagnia delle Umiliate.

Confraternita del Santo Spirito

Una volta affrescata, tre altari e gli scranni di un coro per i confratelli, un matroneo per le consorelle: un ambiente raccolto e intimo è quello che si presenta all’apertura del portale. La chiesa, costruita tra il 1708 e il 1719, sul sito di una cappella più antica, era la sede di alcune compagnie laicali di mutuo soccorso attive a Castagnito dal XVI secolo. Accanto a uno degli altari vediamo anche il tipo di abbigliamento - semplice e disadorno - per uomini e donne impegnati nelle attività caritatevoli, a cui partecipavano persone di tutte le estrazioni sociali. La confraternita maschile titolare dell’oratorio era quella dei Battuti Bianchi, ma i soggetti trattati negli altari laterali, gestiti da sodalizi di donne, rimandano a temi cari alla devozione femminile. L’Educazione della Vergine, rappresentata bambina nell’atto di leggere del suo alto destino con Sant’Anna, sua madre, protettrice delle partorienti, è il tema dell’altare di destra. Nell’altare di sinistra colpisce la figura di Santa Elisabetta d’Ungheria, patrona di panettieri e degli operatori sanitari, recante in grembo le rose. I fiori sono un attributo della sua santità, perché miracolosamente apparse al posto delle pagnotte che sottraeva alla mensa regale per donarle ai poveri, nel momento in cui il marito le chiese conto di cosa nascondesse nel grembiule.

Castello di Magliano Alfieri

La dimora barocca fu edificata da Catalano Alfieri a metà del XVII secolo, sul luogo dove già erano varie caseforti medievali. Oggi, di proprietà comunale, è sede di due musei. Il primo, il Teatro del Paesaggio, è frutto del lavoro di raccolta etnografica del Gruppo Spontaneo di Magliano Alfieri e del suo animatore, Antonio Adriano. Grazie al percorso multimediale comprendiamo, tra l’altro, l’evoluzione della viticoltura nell’ultimo secolo, dalle viti maritate ad alberi vivi della tradizione medievale, alla moria causata dalla fillossera a metà Ottocento, ai moderni impianti. Il secondo museo illustra l’arte dei soffitti in gesso, tipici delle cascine popolari del Roero, dove questo materiale, economico e facilmente plasmabile grazie a calchi di legno scolpiti, è largamente disponibile.

La Confraternita del Santo Spirito a Castagnito aprirà le sue porte grazie alla app Chiese a Porte Aperte. Chiese a porte aperte è un sistema di apertura e narrazione automatizzata delle chiese in Piemonte e Valle d’Aosta. Scarica la App Chiese a porte aperte. Per info: www.cittaecattedrali.it.

Interesse storico
Interesse devozionale
Partenza

piazza
CN
Italia

Arrivo

piazza
CN
Italia