Colline

In Piemonte la pianura sale verso la collina creando un’armonica geometria di vigne e borghi, boschi e castelli. Un tessuto antropizzato che racconta la storia dei luoghi e si fonde con una dimensione naturale da scoprire intraprendendo semplici camminate o esplorazioni in bicicletta, in auto, in moto e, in alcuni tratti, anche a cavallo, nella spettacolare varietà di colori che mutano ad ogni stagione.

 

La collina di Torino, tradizionalmente considerata la “montagna” dei Torinesi, si estende fino ai piedi del Parco del Po e della Collina Torinese, Riserva Mab UNESCO. Per godersi la varietà dei suoi angoli e paesaggi basta inoltrarsi sull’Anello verde, il percorso escursionistico di circa 35 chilometri che si articola in antichi sentieri, giardini, macchie boschive e dimore come Villa della Regina o architetture sacre come il complesso della Basilica di Superga. Per un tour nella cornice di collina, parchi e fiumi che avvolge le Residenze Reali Sabaude, c’è la Corona di Delizie in Bicicletta, l’anello di oltre 90 chilometri di ciclovie e strade rurali per city-bike, mountain bike o a piedi. Un bellissimo tracciato, che fa parte della Corona Verde, il sistema di infrastrutture verdi dell’area metropolitana.

 

Nel Canavese, a circa una quarantina di chilometri da Torino, la Serra d'Ivrea si staglia come una poderosa costruzione morenica a gradoni alternati a zone di pianura coltivate, boschi e filari a vigneto, segni di una viticultura dalle radici antichissime, favorita dal particolare microclima e dalla ricca biodiversità. Queste colline sono il regno dell’Erbaluce di Caluso DOCG, del Canavese e del Carema DOC, quest’ultimo frutto della coltivazione “eroica” su terrazzamenti a secco che si inerpicano fino ai 700 metri. Qui il paesaggio ondulato è costellato di testimonianze d’arte e architettura sulla Strada Reale dei Vini Torinesi, tra pergolati sorretti dai tipici topiun, strutture in pietra e calce adottate sin dall’antichità anche per la loro funzione di rilasciare di notte il calore accumulato durante il giorno.

 

Nell’area del Monferrato, tra Langa, Astigiano e Alessandrino, le colline spiccano nell’intreccio di borghi e castelli, cantine, torrioni panoramici e vaste coltivazioni di frutta e ortaggi. Qui, davvero particolari sono le colline frastagliate e irregolari del Roero, caratterizzate dalle Rocche, formazioni create da un antichissimo fenomeno geologico di erosione ancora in atto, con i loro tipici borghi di sommità. Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO dal 2014, questi terreni a vigneto producono gran parte dei rinomati 18 DOCG e 41 DOC del Piemonte in un contesto naturale splendido, che va assaporato a ritmo lento, per conoscere a fondo l’antica cultura del saper vivere che pervade l’atmosfera. Siamo nel regno del Barolo e Barbaresco, Nebbiolo e Barbera, Dolcetto, Arneis e Pelaverga. E a “caccia” di tartufi e bontà tipiche non può mancare una visita agli infernot, le caratteristiche cavità scavate anticamente sotto le case per conservare il vino più pregiato. Qui il legame con i luoghi si esprime anche nella passione per l’arte, testimoniata dalla carrellata di installazioni ed opere contemporanee che creano un ideale museo a cielo aperto, da scoprire lungo un ideale itinerario di art mapping.

 

Scendendo più verso l’Alessandrino, l’avvolgente scenario dei Colli Tortonesi è terra di Brachetto e Gavi DOCG, ma anche di antichi vitigni autoctoni come il Timorasso. Qui l’atmosfera ha già profumo e colori del vicino Mar Ligure, sullo sfondo di roccaforti medievali come il poderoso Forte di Gavi e una miriade di castelli distribuiti a macchia di leopardo tra declivi e pianura.

 

Distese tra due fiumi (il Ticino ad est e il Sesia ad ovest), le colline del Novarese scendono verso la pianura a risaia che è parte delle Aree Protette della Valle Sesia. Sullo sfondo del Monte Rosa, l’orizzonte è punteggiato da insediamenti e cittadine di origine medievale, come il castello-ricetto fortificato di Ghemme (eretto a partire dal XI secolo), perfettamente conservato. Per gli appassionati di enoturismo e di escursioni all’aria aperta l’itinerario da non perdere è quello che si snoda tra morbide alture, in larga parte coperte da vigneti secolari e oggi zona di produzione di robusti DOC, nell’area di Boca e Romagnano Sesia, Sizzano e Fara Novarese, e DOCG come a Ghemme, Città del Vino e del Miele.

 

Tra il Lago Maggiore e il Lago d’Orta, le colline del Vergante formano una vasta fascia dominata dal Mottarone, dall’alto del quale – a quasi 1.500 metri – la vista sulle Alpi e sui sette laghi circostanti è davvero mozzafiato, soprattutto se a bordo dello slittino biposto che sfreccia su una pista a rotaia di 1.200 metri nel Parco avventura Alpyland. Sempre in vetta, ma a 800 metri, il Giardino botanico Alpinia (nella frazione Alpino di Gignese) è un balcone naturale esteso per 40.000mq. con incredibili punti panoramici su Stresa e la costa. E’ raggiungibile lungo la vecchia Via Borromea o con la funivia che parte dal Lido di Carciano, a Stresa.