12 #Piemontestories: da Mergozzo al Parco Nazionale Val Grande

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Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, Mergozzo è un piccolo gioiello adagiato sulle sponde del suo limpido lago,nell’atmosfera tranquilla delle antiche case addossate e i viottoli di acciottolato. Da secoli questa è terra di pietra: nel locale Ecomuseo del Granito è possibile scoprire il percorso espositivo dedicato ai cavatori e scalpellini delle cave di granito di Montorfano e di marmo rosa di Candoglia, utilizzato anche per la costruzione del Duomo di Milano.In località Groppole l’importante complesso megalitico noto come Ca’ d’la Norma,risalente all’Età del Rame e del Bronzo. A mezz’ora d’auto, Aurano offre agli appassionati di trekking un itinerario panoramico molto particolare, lungo un tratto del sistema difensivo in pietra della linea Cadornadella Prima guerra mondiale; nella stessa zona, “Lago Maggiore Zipline”propone invece un emozionante “volo” su un cavo d’acciaio lungo 1850 metri, a 350 metri da terra, per sentirsi un falco in picchiata. Risalendo la Val d’Ossola, dominata dalla “himalayana” parete est del Monte Rosa, ecco Vogogna, uno dei 14 Borghi piemontesi più belli d’Italia, immersa nel verde e con le ricche testimonianze storiche, tra cui il castello Visconteo: ci troviamo alle porte del Parco Nazionale della Val Grande, area naturale selvaggia più estesa d’Italia da esplorare ben allenati e con accompagnatori esperti.  A Domodossola non si può non visitare il Sacro Monte Calvario, 12 cappelle e un apparato decorativo di statue ed affreschi,fondato nel 1656e inserito nel novero dei sacri monti alpini patrimonio UNESCO nel 2003. Irrinunciabile un viaggio sulla Ferrovia Vigezzina-Centovalli che attraversa la Valle Vigezzo e le Centovalli lungo un percorso di 52 km con vedute spettacolari e scorci panoramici.

Da visitare a Santa Maria Maggiore, il Museo dello Spazzacamino, dove si racconta la storia dei vigezzini – spesso bambini - che fino al secolo scorso abbandonavano casa e famiglia per praticare il duro mestiere in Olanda e Germania,ela chiesa parrocchiale dalle pregevoli opere pittoriche. Da qui, si narra, nel XVIII secolo partì il "padre della profumeria moderna" Giovanni Maria Farina,che in Germania creò l’Acqua di Colonia: «Il mio profumo è come un mattino italiano di primavera dopo la pioggia – scriveva - ricorda le arance, i limoni, i pompelmi, i bergamotti, i cedri, i fiori e le erbe aromatiche della mia terra».Ma non solo: nella frazione Zornasco di Malesco, presso l’Ecomuseodella pietra ollare e degli scalpellini, il Mulino "dul Tacc" rivela i segreti di un frantoio utilizzato un tempo per la fibra della canapa per tele per lenzuola e camicie; ancora una curiosità: all'interno del Lavatoio comunale,una piccola esposizione ricorda un celebre concittadino: Giovan Maria Salati, primo uomo ad aver attraversato la Manica a nuoto nel 1817, durante una fuga rocambolesca da una prigione galleggiante.

Le Valli ossolane custodiscono preziosi prodotti tradizionali, come il Caprino della Val Grande, il Formaggio Ossolano, la Bresaola e la Mortadella ossolana (in realtà un salame prodotto con carni crude di suino alle quali si aggiunge una piccola percentuale di fegato crudo), il Prosciutto della Val Vigezzo e il Violino di capra da accompagnare con il pane nero di Coimo, un tempo prodotto con farina di grano saraceno e oggi con farina integrale di segale.