Castagnito - Oratory of the Holy Spirit

Zona
Cuneo
Partenza
Castagnito
Arrivo
Castagnito
Distanza in Km
14 km
Dislivello salita
460 m
Dislivello discesa
460 m
Tempo di percorrenza
5 ore
Quota arrivo
306 m
Quota partenza
306 m
Quota max
376
difficolta percorso escursionismo
Escursionistico
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gpx
Descrizione del percorso

Nulla, nel paesaggio del Roero, sembra essere lasciato al caso. Dove non c’è vigna, ci sarà il noccioleto o un ordinato impianto di alberi da frutto. E poi, vicino a borgate e cascine, orti e giardini, che si fanno sfarzosi oltre i muri delle ville e dei castelli. Il punto di partenza è l’oratorio del Santo Spirito a Castagnito, dove la narrazione proposta ci illumina sulle attività di una confraternita del XVIII secolo, e soprattutto sul ruolo che in quel contesto ebbero le donne. Il secolo del barocco e del rococò non ci lascia nemmeno lungo il percorso, perché svettano sui “bric” il massiccio castello di Guarene, quello - più austero - di Castellinaldo, e la dimora degli Alfieri a Magliano.

IL PERCORSO

Comincia in salita la passeggiata, sulla lunga scalinata per la cima del colle su cui sorge il nucleo più antico di Castagnito, con la parrocchiale e - di fronte - l’oratorio del Santo Spirito.

  • Oltre la bella facciata barocca in mattoni, materiale che caratterizza la maggior parte degli edifici storici del Roero, non dobbiamo aspettarci opere di particolare pregio nell’Oratorio del Santo Spirito. Troveremo, però, un insieme coerente di altari barocchi, affreschi e arredi che raccontano la storia di due confraternite, una maschile e l’altra femminile. Si tratta di compagnie laicali di mutua assistenza che ebbero un ruolo importante nella comunità tra il XVII e il XIX secolo.

Appena fuori dal paese, eccoci tra le vigne, e con belle vedute sulla piana del Tanaro e sui contrafforti delle Langhe. Attira l’attenzione il castello di Guarene, e il Bric San Licerio è il miglior punto di osservazione della residenza barocca dei conti Roero. Giunti al paese, infatti, scopriremo che dai vicoli del concentrico si vede appena, protetto da alte mura, riservato agli ospiti dell’albergo di lusso in cui è stato di recente trasformato. La discesa verso Guarene è poi impreziosita da belle installazioni di arte contemporanea, grazie alla presenza in paese di una sede della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.

Lasciamo il borgo, panoramico balcone sulle Langhe, per riprendere il cammino nel paesaggio rurale e per scoprire nelle cascine di Madernassa, frazione di Vezza d’Alba, il luogo natale di uno dei suoi prodotti più prestigiosi, la pera Madernassa. Ce lo ricorda una tabella, sul luogo dove nacque il pero capostipite.

E Vezza d’Alba è quel paese adagiato ai piedi di un rilievo roccioso, la Rocca, che in passato ospitava un altro e più antico castello dei conti Roero. Lo vediamo nella risalita, alle nostre spalle, mentre di fronte, sul crinale, ecco le volute barocche dell’oratorio di San Rocco, alle porte di Castagnito. Non ci siamo infatti allontanati troppo dal paese, e ora lo aggiriamo, camminando tra le vigne dell’Arneis e della Favorita, per scendere nel vallone di San Giuseppe, già in vista delle case della frazione. Chiudiamo l’anello con la risalita a Castagnito, ancora tra le vigne, non senza aver preso fiato un’ultima volta all’ombra di una quercia, alla solitaria cappella di Santo Stefano del Maso.

Confraternita del Santo Spirito

Una volta affrescata, tre altari e gli scranni di un coro per i confratelli, una tribuna per le consorelle: un ambiente raccolto e intimo quello che si presenta all’apertura del portale. La chiesa, costruita tra il 1708 e il 1719, sul sito di una cappella più antica, era la sede di alcune compagnie laicali di mutuo soccorso attive a Castagnito dal XVI secolo. Accanto a uno degli altari vediamo anche il tipo di abbigliamento - semplice e disadorno - per uomini e donne impegnati nelle attività caritatevoli, a cui partecipavano persone di tutte le estrazioni sociali. La confraternita maschile titolare dell’oratorio era quella dei Battuti Bianchi, ma i soggetti trattati negli altari laterali, gestiti da sodalizi di donne, rimandano a temi cari alla devozione femminile. L’Educazione della Vergine, rappresentata bambina nell’atto di leggere del suo alto destino con Sant’Anna, sua madre, protettrice delle partorienti, è il tema dell’altare di destra. Nell’altare di sinistra colpisce la figura di Santa Elisabetta d’Ungheria, patrona di panettieri e degli operatori sanitari, recante in grembo le rose. I fiori sono un attributo della sua santità, perché miracolosamente apparse al posto delle pagnotte che sottraeva alla mensa regale per donarle ai poveri, nel momento in cui il marito le chiese conto di cosa nascondesse nel grembiule.

La pera madernassa

L’albero capostipite di questa varietà nacque per caso da seme nel 1784, ed è probabilmente un incrocio spontaneo tra la pera Martin Sec e il pero selvatico. Perché è così speciale? Croccante e adatta alla cottura con vino e spezie, è la protagonista della cucina autunnale. Nella cultura contadina, per la sua durevolezza - si conserva ben oltre il Natale - è stata una fonte importante di vitamine nei lunghi inverni del Roero. Il pero originario non c’è più da molti anni, ma nascono da sue talee tutti gli impianti oggi presenti tra Langhe e Roero.

La Confraternita del Santo Spirito a Castagnito aprirà le sue porte grazie alla app Chiese a Porte Aperte. Chiese a porte aperte è un sistema di apertura e narrazione automatizzata delle chiese in Piemonte e Valle d’Aosta. Scarica la App Chiese a porte aperte. Per info: www.cittaecattedrali.it.

Interesse storico
Interesse storico
Interesse devozionale
Interesse devozionale